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04 Il focus sulla Chimica Forense

Ultimo aggiornamento Lunedì 11 Aprile 2016 18:41

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altIl Convegno annuale dell’Ordine Interregionale dei Chimici di Lazio Umbria Abruzzo e Molise ha fornito un taglio pratico sulla attività del Chimico Professionista sviluppando e approfondendo campi di azione interessanti per chi si approccia alla nostra professione e suggerendo possibilità di collaborazione tra vari professionisti che operano in ambiti diversi.
Le tematiche scelte ad oggetto delle 2 giornate di studio sono state orientate alla valorizzazione della figura del chimico professionista troppo spesso associato, secondo giudizi privi di scientificità, alla figura che inquina.  Nel corso del tempo la domanda inizialmente rivolta a tutti i presenti dal presidente Martinelli: “serve un Ordine professionale che tuteli il professionista, che sia garante del rispetto del codice deontologico e che sanzioni chi della professione ne fa un uso illecito?” ha trovato nuove motivazioni per essere associata definitivamente ad una risposta affermativa ed è importantissimo divulgare il valore di chi opera con competenza e professionalità ogni giorno.

Il quarto modulo di intervento, il “Focus Chimica Forense” ha trattato un settore specifico per la attività del Chimico Professionista al quale hanno partecipato, Giuseppe Peluso Tenente Colonnello Comandante della 7° Sessione Investigazioni Scientifiche di Napoli, Francesco Saverio Romolo Professore  della Università di Losanna ed Università La Sapienza di Roma, Stefano Materazzi, Professore della Università La sapienza di Roma.

La Chimica Forense è un ambito nel quale si manifesta la virtuosità della attività del chimico professionista,  è la  chimica applicata alla investigazione ed alle indagini antifrodi.
I moderatori Donatella Smoljko e Giovanni Mancinone hanno traghettato l’immaginario collettivo nell’affascinante e complesso mondo degli investigatori italiani, i “nostri” CSI.
 
Giuseppe Peluso, il primo ad intervenire sottolinea che la chimica gioca un ruolo fondamentale in una indagine soprattutto quando sembra che non ci siano informazioni utili per la soluzione del caso. Solitamente il lavoro dello scienziato inizia nella fase di sopralluogo e si completa con la consegna della Relazione Tecnica e chi si è occupato delle indagini analitiche egli, generalmente non è interessato al dibattimento successivo che può durare anche molti anni. Spesso le domande rivolte al rappresentante del RIS su casi noti alla cronaca non hanno avuto risposta perché il procedimento non era ancora concluso.

 

Il chimico professionista interagisce con gli investigatori, raccoglie le tracce attraverso il campionamento rappresentativo di ciò che si trova sulla scena del crimine e completa la sua attività in laboratorio. L’interpretazione del risultato e l’efficace utilizzo dei risultati analitici è strettamente legato alla efficace contestualizzazione dei dati e delle tracce ritrovate durante il sopralluogo.
Un esempio di come agisce efficacemente il team investigativo può essere rappresentato dal caso della vittima scomparsa mentre faceva jogging, attraverso l’analisi delle  tracce di vernice ritrovate sugli abili si è potuti risalire al tipo di auto e, attraverso questa, al colpevole.
Un altro esempio di quanto la ricerca chimica sia importante per le indagini è fornito dalla analisi del DNA estratto da matrice biologica (una tecnica chimica di estrazione).
L’analisi del DNA delle tracce lasciate nel luogo di un delitto può identificare univocamente il soggetto che le ha lasciate, tale indagine è realizzata attraverso un procedimento di amplificazione in vitro di una specifica regione del DNA attraverso la così detta Polymerase Chain Reaction (acronimo: PCR), tale metodica di biologia molecolare fu ideata nel 1983 da Kary B. Mullis il quale ottenne, per questo, il Premio Nobel per la Chimica nel 1993.

La Chimica Forense è quindi un interessante settore per il Chimico Professionista, ed è importante, secondo il Professor Francesco Saverio Romano, rivolto ad alcuni studenti presenti all’incontro, riscoprire, con orgoglio, il ruolo della Chimica come disciplina fondamentale per la soluzione di problematiche complesse, la passione per la sua eterogeneità nei diversi campi di applicazione, e la dissociazione dalla idea che chimica è uguale a inquinamento e tossicità. E’ importante riscoprire il valore della nostra professione attraverso la interdisciplinarietà: lo studio del diritto fornisce contestualizzazione alla chimica forense ed introduce ampi settori di collaborazione con altre figure professionali che non possono sostituirsi al Chimico ma con le quali è fondamentale dialogare sullo stesso piano, essendo noi consapevoli della nostra identità e del nostro valore.

Basandosi sul valore della sinergia tra le diverse figure coinvolte il Prof. Materazzi ci illustra il Master in “Metodologie Analitiche Forensi” proposto dal Dipartimento di Chimica dell’Università degli Studi di Roma “Sapienza” in collaborazione con il RIS di Roma. Il Master intende sviluppare una concreta opportunità nel campo delle Analisi Forensi. Prevede un modulo specifico sulla qualità del dato analitico, il quale deve essere attendibile e robusto e presentato adeguatamente anche ad un pubblico di non addetti ai lavori. Questa necessità viene ulteriormente sviluppata nel modulo che illustra come redigere correttamente una Perizia.  Il Master ha l’obiettivo di fornire competenze avanzate per la figura del “Consulente Tecnico di Ufficio (CTU)” o del “Consulente tecnico di Parte (CTP)”, al fine di evitare che professionalità improvvisate possano arrecare danno a tanti chimici professionisti che nel campo forense fanno bene il loro lavoro e possano ostacolare il corso delle indagini. Un aspetto importante del Master è l’attenzione alla multidisciplinarietà ed alla capacità di interloquire con medici legali, avvocati e tutte le altre figure professionali coinvolte in dibattiti forensi.

Un quesito sulla diversa interpretazione che le parti fanno dello stesso del dato analitico riportato nella perizia permette al Prof. Romano di esplicitare che l’analisi sulla traccia non sia la identificazione del colpevole. La attività della scienza forense inizia con il sopralluogo e finisce nel dibattimento. Ogni fase ha una funzione specifica e prevede diverse attività e l’ interfacciamento con diverse professionalità. La parte scientifica è la cristallizzazione di un elemento certo: es fotografia di una pistola sulla scena del crimine. Su questo difficilmente può esserci interpretazione.
Ma la traccia da sola non individua il colpevole. E la traccia, in un contesto familiare, se mal interpretata può fornire sviste importanti. La traccia è indice della presenza di un contatto ma tale contatto va sempre inserito in un contesto temporale e collocare le informazioni nel tempo è compito degli investigatori nella fase della indagine tradizionale. Nel dibattimento sarà poi necessario mettere insieme e trasferire efficacemente le varie informazioni e da qui il problema della interpretazione e della efficace comunicazione del dato.

Un ultimo aspetto trattato dagli intervenuti è il problema delle frodi alimentari e la funzione dell’analisi chimica per prevenirle, e per contro, tutelare i prodotti alimentari. Il prof. Romano ha portato ad esempio il Brand della Nutella, e la ricerca realizzata nel tempo per verificare la qualità della materia prima al fine di ottenere il prodotto che conosciamo sia per la valutazione di eventuali contaminanti alimentari sia per la tracciabilità dell’origine (attraverso la ricerca dei contaminanti del terreno tipici della zona di origine). La chimica in questo caso è utilissima perché tutela un prodotto, i consumatori e chi investe perchè ne garantisce la filiera e quindi la qualità del prodotto finale, aggiunge il Prof Materazzi. Un esempio è riportato dal Grana Padano il quale ha un disciplinare preciso, con precise indagini chimiche per la caratterizzazione di alcuni elementi che tutelano il prodotto nella distribuzione sul mercato.
In questo modulo gli aspetti presentati dimostrano quanto sia importante il ruolo della chimica applicata alla investigazione ed alle indagini antifrodi. E quanto sia fondamentale la qualità e professionalità del Chimico e la garanzia del rispetto del Codice Deontologico.

Alessandra Picciau

 

 

 


 

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